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La terapia sistemica individuale guarda al sintomo partendo dalle relazioni familiari che abbiamo vissuto e interiorizzato, e da come queste hanno dato forma, nel tempo, a quelle “voci interne” che ci accompagnano ogni giorno e orientano molte delle nostre scelte. Le relazioni del passato, per come le abbiamo percepite e attraversate, lasciano infatti tracce profonde nel modo in cui viviamo le relazioni da adulti: a volte proprio questi modelli, quando si ripropongono, alimentano o mantengono il disagio.

Per questo il percorso terapeutico comprende una parte analitica, in cui terapeuta e paziente ricostruiscono insieme la storia personale e familiare per far emergere eventuali schemi disfunzionali, e una parte più esplorativa e riflessiva sul presente, che aiuta a riconoscere i pattern relazionali agiti o subiti e a prenderne maggiore consapevolezza.

Il primo protagonista del cambiamento è sempre il paziente. Il terapeuta è un facilitatore: grazie alla sua professionalità può sintonizzarsi sulle fragilità, sulle sofferenze e sulle parti più complicate e alienanti della persona, ma è il paziente a portare avanti il processo di trasformazione.

Con i miei pazienti ho sempre costruito relazioni paritarie e collaborative, coinvolgendoli nella definizione del cosiddetto “contratto terapeutico”. Ognuno è libero di decidere quanto investire nel percorso — che non è sempre lineare né continuo — sia in termini di durata sia di frequenza delle sedute. Allo stesso tempo, proprio perché si tratta di un impegno emotivo ed economico importante, mi aspetto che il paziente si assuma la propria parte di responsabilità dentro il lavoro terapeutico.

In almeno sei mesi, i sintomi certo si allevieranno e la Sua esistenza avrà ritrovato delle coordinate più ferme e solide. Solo in certi casi, potrei valutare il coinvolgimento del medico o psichiatra per prescrivere la terapia farmacologica più adeguata ai Suoi bisogni.

L’intero sistemico della coppia non è l’equivalente della somma delle individualità dei due partner ma, come una gestalt, assume una propria configurazione identitaria, delimitata dai confini che definiscono i ruoli e le funzioni dei componenti della diade. L’evoluzione della coppia passa attraverso un’ intersoggettività ottimale, come è stata descritta nel dilemma del porcospino di Shopenhauer, grazie alla quale la coppia può crescere, cambiare nel superamento di crisi, e avversità.

In letteratura, facciamo distinzione fra il vincolo normativo del legame coniugale e quello segreto, il cosiddetto incastro di coppia, oggetto di analisi e di riformulazione durante la terapia di coppia, per cui i due partner/coniugi riflettono sui motivi della scelta dell’altro, alla luce della loro storia personale, familiare e relazionale. Attraverso tecniche espressive, la coppia si svela all’occhio clinico del terapeuta, che porta alla luce le rigidità relazionali, e pone alla coppia la sfida di trovare un nuovo incastro della coppia, più funzionale e aderente al presente.

La terapia di coppia si propone di risolvere il proprio stallo, per cui la coppia non riesce ai lasciarsi nè a rimanere insieme, perché entrambe le strade sono considerate troppo dolorose. Qualsiasi problema ci porta la coppia, la terapia di coppia ha la
finalità di rendere chiari, coerenti e flessibili i presupposti della relazione di coppia, nella consapevolezza che, anche se il litigio è inevitabile, c’è un modo sano per litigare, per crescere e, anche, per separarsi.

La famiglia nella terapia è concepita come un vero e proprio sistema organizzato e suddiviso gerarchicamente in ruoli, con le proprie funzioni e responsabilità. Ha una propria vita e, quando funziona, anche una mission, che comporta sia la crescita dei figli (qualora ve ne siano), sia l’espressione dei singoli componenti, nel rispetto dei confini tra le diverse generazioni e in quelli verso l’esterno.

Durante il ciclo di vita familiare, il cambiamento è inevitabile, pertanto attraverso nuove transazioni interpersonali che si stabiliscono tra i membri, cambiano i ruoli, le regole, e le funzioni di ciascuno, la cui chiarezza è un presupposto imprescindibile per una crescita funzionale e sana da parte di tutti e quindi della famiglia, tout court.

La terapia familiare si propone di agire sul sistema familiare, osservando, analizzando e mettendo in luce le contraddizioni di comportamenti interpersonali nell’interazione dei membri, nel qui e ora, migliorandone il funzionamento e di conseguenza, riformulare il disagio del singolo come espressione di un sistema che si è irrigidito e che non riesce più a evolvere.

La letteratura mette in evidenza come determinati disturbi mentali dell’individuo (più spesso minore, adolescente o giovane adulto) siano anche il risultato di peculiari gestalt familiari, all’interno delle quali, il portatore del sintomo non avendo chiaro il proprio ruolo, non riesce a costruire una coerente trama narrativa che consolidi la propria identità di adulto. La terapia familiare è l’approccio terapeutico più elettivo per problematiche nevrotiche-ansiose, comportamenti oppositivi, problematiche alimentari e di abuso di sostanze dei figli: minori, adolescenti e giovani adulti.

  • Psicoterapia individuale
  • Terapia di coppia
  • Terapia familiare

La terapia sistemica individuale guarda al sintomo partendo dalle relazioni familiari che abbiamo vissuto e interiorizzato, e da come queste hanno dato forma, nel tempo,a quelle “voci interne” che ci accompagnano ogni giorno e orientano molte delle nostre scelte. Le relazioni del passato, per come le abbiamo percepite e attraversate, lasciano infattitracce profonde nel modo incui viviamo le relazionida adulti:a volte proprio questi modelli, quando si ripropongono, alimentano o mantengono il disagio.

Per questo il percorso terapeutico comprende una parte analitica, in cui terapeuta e paziente ricostruiscono insieme la storia personale e familiare per far emergere eventuali schemi disfunzionali, e una parte più esplorativa e riflessiva sul presente, che aiuta a riconoscere i pattern relazionali agiti o subiti e a prenderne maggiore consapevolezza.

Il primo protagonista del cambiamento è sempre il paziente. Il terapeuta è un facilitatore: grazie alla sua professionalità può sintonizzarsi sulle fragilità, sulle sofferenze e sulle parti più complicate e alienanti della persona, ma è il paziente a portare avanti il processo di trasformazione.

Con i miei pazienti ho sempre costruito relazioni paritarie e collaborative, coinvolgendoli nella definizione del cosiddetto “contratto terapeutico”. Ognuno è libero di decidere quanto investire nel percorso — che non è sempre lineare né continuo — sia in termini di durata sia di frequenza delle sedute. Allo stesso tempo, proprio perché si tratta di un impegno emotivo ed economico importante, mi aspetto che il paziente si assuma la propria parte di responsabilità dentro il lavoroterapeutico.

In almeno sei mesi, i sintomi certo si allevieranno e la Sua esistenza avrà ritrovato delle coordinate più ferme e solide. Solo in certi casi, potrei valutare il coinvolgimento del medico o psichiatra per prescrivere la terapia farmacologica più adeguata ai Suoi bisogni.

L’intero sistemico della coppia non è l’equivalente della somma delle individualità dei due partner ma, come una gestalt, assume una propria configurazione identitaria, delimitata dai confini che definiscono i ruolie le funzioni dei componenti della diade.

L’evoluzione della coppia passa attraverso un’ intersoggettività ottimale,come è stata descritta nel dilemma del porcospino di Shopenhauer, grazie alla quale la coppia può crescere, cambiare nel superamento di crisi, e avversità.

In letteratura, facciamo distinzione fra il vincolo normativo del legame coniugale e quello segreto, il cosiddetto incastro di coppia, oggetto di analisi e di riformulazione durante la terapia di coppia, per cui i due partner/coniugi riflettono sui motivi della scelta dell’altro, alla luce della loro storia personale, familiare e relazionale. Attraverso tecniche espressive, la coppia si svela all’occhio clinico del terapeuta, che porta alla luce le rigidità relazionali, e pone alla coppia la sfida di trovare un nuovo incastro della coppia, più funzionale e aderente al presente.

La terapia di coppia si propone di risolvere il proprio stallo, per cui la coppia non riesce ai lasciarsi nè a rimanere insieme, perché entrambe le strade sono considerate troppo dolorose. Qualsiasi problema ci porta la coppia, la terapia di coppia ha la finalità di rendere chiari, coerenti e flessibili i presupposti della relazione di coppia, nella consapevolezza che, anche se il litigio è inevitabile, c’è un modo sano per litigare, per crescere e, anche, per separarsi.

La famiglia nella terapia è concepita come un vero e proprio sistema organizzato e suddiviso gerarchicamente in ruoli, con le proprie funzioni e responsabilità. Ha una propria vita e, quando funziona, anche una mission, che comporta sia la crescita dei figli (qualora ve ne siano), sia l’espressione dei singoli componenti, nel rispetto dei confini tra le diverse generazioni e in quelli verso l’esterno.

Durante il ciclo di vita familiare, il cambiamento è inevitabile, pertanto attraverso nuove transazioni interpersonali che si stabiliscono tra i membri, cambiano i ruoli, le regole, e le funzioni di ciascuno, la cui chiarezza è un presupposto imprescindibile per una crescita funzionale e sana da parte di tutti e quindi della famiglia, tout court.

La terapia familiare si propone di agire sul sistema familiare, osservando, analizzando e mettendo in luce le contraddizioni di comportamenti interpersonali nell’interazione dei membri, nel qui e ora, migliorandone il funzionamento e di conseguenza, riformulare il disagio delsingolo come espressione di un sistema che si è irrigidito e che non riesce più a evolvere.

La letteratura mette in evidenza come determinati disturbi mentali dell’individuo (più spesso minore, adolescente o giovane adulto) siano anche il risultato di peculiari gestalt familiari, all’interno delle quali, il portatore del sintomo non avendo chiaro il proprio ruolo, non riesce a costruire una coerente trama narrativa che consolidi la propria identità di adulto.

La terapia familiare è l’approccio terapeutico più elettivo per problematiche nevrotiche-ansiose, comportamenti oppositivi, problematiche alimentari e di abuso di sostanze dei figli: minori, adolescenti e giovani adulti.